Cos’è l’asset turnover
Noto anche con l’acronimo ATO, l’asset turnover è una formula che misura il rapporto tra le attività di un’azienda e le vendite effettive realizzate nell’arco di un determinato periodo. Fruibile da qualsiasi azienda, a prescindere dalla dimensione e dal ramo in cui opera, è particolarmente utile in settori come la produzione o la vendita al dettaglio, dove lo sfruttamento degli asset è un elemento cruciale per il successo.
Oggi più che mai l’ATO è uno strumento indispensabile per le PMI che vogliono rimanere competitive nell’era digitale dove, a causa dell’esplosione dell’e-commerce, il mercato è diventato molto più competitivo e i cicli di acquisto si sono accorciati, richiedendo alle PMI di essere più reattive e di avere un inventario ben gestito.
Grazie all’ATO, la leadership aziendale potrà pertanto:
- Aumentare l’efficienza ottimizzando l’utilizzo delle risorse e riducendo i costi;
- Migliorare il processo decisionale utilizzando i dati per investire strategicamente nelle aree più promettenti dell’azienda, migliorando così la sua performance complessiva;
- Adattarsi ai cambiamenti del mercato puntando sull’innovazione aziendale.
Per le PMI, quindi, l’asset turnover non è più solo un indicatore finanziario, ma un vero e proprio strumento di gestione strategica.
Asset turnover formula: come calcolare l’indice delle vendite
La formula dell’asset turnover è una semplice operazione matematica, inclusa nella cosiddetta “Identità di DuPont”.
L’Identità di DuPont è uno schema economico elaborato dalla DuPont Corporation che serve a indicare il benessere generale di un’azienda, e consiste nella scomposizione della redditività (detta anche ROE, “Return On Equity”) in tre componenti:
- Efficienza operativa, che si misura includendo anche l’erosione del reddito per gli interessi passivi e le imposte;
- Asset Turnover, cioè l’impiego delle attività per gestire i ricavi;
- Leva finanziaria, conosciuta anche come l’effettiva dipendenza dell’azienda da fonti finanziarie esterne, come prestiti e mutui.
Per calcolare l’asset turnover è necessario quindi eseguire il seguente calcolo: ricavi netti / totale dell’attività
I ricavi netti rappresentano i proventi totali derivati dalle vendite, togliendo dal calcolo eventuali resi, sconti e altre deduzioni. Il totale dell’attività è invece la media tra il valore degli asset totali all’inizio e alla fine del periodo in cui viene effettuato il calcolo.
Come interpretare l’asset turnover ratio
Più alto è il valore calcolato nella formula dell’asset turnover, più grande è la capacità dell’azienda di generare livelli di ricavi superiori grazie ai mezzi in suo possesso. Il risultato metterebbe in evidenza pertanto la tendenza dell’azienda a guadagnare grazie al lavoro dei suoi dipendenti e all’impiego dei suoi macchinari.
Va da sé che un’azienda con asset turnover di valore elevato dimostra di essere in grado di utilizzare i propri beni in modo efficiente.
Al contrario, un valore basso di asset turnover è indice di probabili inefficienze all’interno dell’impresa o di una scarsa capacità di sfruttare le risorse a sua disposizione per incrementare le vendite. In questo caso, per il bene dell’azienda, è necessario intervenire con investimenti o tagli più mirati per apportare migliorie ed evitare sprechi. Abbinare l’ATO a strumenti di analisi come il metodo Kaizen o il ciclo PDCA permette di identificare in modo preciso quali aree devono essere migliorate.
Asset turnover ratio: un esempio pratico
Supponiamo che un’impresa abbia dei ricavi netti pari a 1.000.000 € e un attivo totale medio di 500.000 €.
La formula per calcolare l’asset turnover sarà pertanto la seguente:
1.000.000 € / 500.000 € = 2
Il risultato indica che l’azienda ricava 2 euro per ogni euro investito nei suoi asset. Pertanto, la sua capacità di sfruttamento delle risorse sembra essere buona e il bisogno di strategie per migliorare le sue vendite potrebbe risultare pressoché nullo.
Una volta ottenuto il valore dell’asset turnover, l’azienda deve valutarlo tenendo conto di altri due aspetti: il settore di appartenenza e il valore medio delle aziende competitor.
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Il settore di appartenenza
Il settore di appartenenza incide sull’interpretazione del valore ottenuto, dal momento che le aziende hanno diverse esigenze e diverse basi di partenza. In linea generale, lo scenario da considerare è il seguente:
- I settori ad alta intensità di asset, come l’energia o la manifattura, tendono ad avere un asset turnover più basso, dal momento che richiedono ingenti investimenti in materiali per la produzione dei loro beni;
- I settori a bassa intensità di asset, come il commercio al dettaglio o i servizi, hanno solitamente un rapporto più alto, riflettendo un uso più efficiente degli asset grazie al mancato investimento per la produzione.
Pertanto è importante essere pienamente consapevoli che l’asset turnover va considerato nel contesto più ampio del settore in cui si opera.
Il valore medio dei competitor
Il risultato del calcolo dell’asset turnover deve inoltre essere confrontato con quello delle aziende dello stesso settore (ovvero i principali competitor) per avere un’idea più chiara dell’andamento del mercato.
Rifacendoci all’esempio appena descritto, se la media di settore fosse 1, la nostra azienda (con un valore di asset a 2) starebbe facendo un ottimo lavoro. Ma se il valore medio di settore fosse più alto, si dovrebbero impiegare maggiori risorse per migliorare la nostra competitività.
In conclusione, l’asset turnover è uno strumento molto importante per valutare l’efficienza di un’azienda. L’interpretazione corretta di questo dato aiuta a prendere decisioni finanziarie più consapevoli per ottimizzare i guadagni aziendali, e aiuta a stabilire dov’è meglio investire le proprie finanze e dov’è necessario compiere scelte più oculate. Maggiore è il fattore calcolato, migliore è la capacità dell’azienda di sfruttare le proprie risorse, anche se il dato dovrà essere valutato tenendo conto di altri fattori, come il valore medio dei competitor e il settore in cui si opera. Le aziende produttrici all’ingrosso, per esempio, hanno spesso un coefficiente minore in quanto hanno più investimenti da impiegare nella produzione. Grazie all’asset turnover è possibile impiegare nuove strategie per una maggiore competitività nel mercato nel lungo periodo.
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