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La sicurezza sul posto di lavoro è uno dei pilastri che sostiene il benessere del personale e il corretto funzionamento delle attività di un’azienda. In questo contesto, la figura dell’imprenditore è di un’importanza basilare nel garantire un ambiente di lavoro il più possibile privo di rischi. Gli obblighi del datore o della datrice di lavoro sono molto dettagliati, e in questo articolo li esploreremo delineando tutte le sue responsabilità verso i dipendenti.

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Gli obblighi del datore di lavoro sulla sicurezza

Gli obblighi del datore di lavoro per promuovere la sicurezza dei dipendenti sono elencati nel D. Lgs. 81 del 9 aprile 2008: vediamoli di seguito.

  • Valutazione: fare una valutazione dei rischi dell’ambiente di lavoro, redigere il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e consegnarne una copia al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).
  • Nomina: nominare il medico del lavoro e la figura Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi (RSPP); assegnare il ruolo di preposti per le attività di vigilanza come stabilito dall’articolo 19 del Testo Unico Salute e Sicurezza sul Lavoro; e designare il personale incaricato delle misure di emergenza, come la prevenzione degli incendi, l’evacuazione dal luogo di lavoro e gli interventi di primo soccorso, in base anche alle capacità effettive dei lavoratori e delle lavoratrici scelti.
  • Comunicazione: organizzare riunioni periodiche con il personale per discutere delle misure di sicurezza (obbligatorie per le aziende con più di 15 dipendenti) e inviare informative regolari, tempestive e aggiornate su eventuali esposizioni al pericolo di lavoratori e visitatori nelle aree di lavoro che presentano un rischio grave e immediato.
  • Formazione: organizzare corsi di formazione regolare e aggiornata sulla sicurezza sul lavoro, sia per i datori di lavoro che per i dipendenti o i loro rappresentanti, da effettuarsi presso gli enti preposti o tramite formatori autorizzati, tra cui l’RSPP designato.
  • Dotazione: fornire i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) a norma di legge e una tessera di riconoscimento provvisoria a tutti i lavoratori e i visitatori esterni all’azienda in cui siano segnate le generalità degli stessi e completa di una loro foto di riconoscimento.
  • Attuazione: adottare tutte le misure di sicurezza e controllo atte a prevenire e gestire incendi e incidenti e agevolare le manovre di gestione dell’emergenza e dell’evacuazione in caso di situazioni che possono mettere in pericolo la sicurezza dell’azienda.
  • Controllo: vigilare sui dipendenti e sui visitatori esterni affinché seguano le normative vigenti in tema di sicurezza all’interno degli ambienti di lavoro e verificare in modo costante che i dipendenti con obbligo di sorveglianza sanitaria non eseguano lavori per cui non siano stati autorizzati tramite un giudizio di idoneità al lavoro prescritto dal medico designato.
  • Aggiornamento: aggiornare in modo regolare e tempestivo i DPI in base alla normativa vigente e inviare i lavoratori alle visite mediche obbligatorie per la sicurezza.

Questi doveri devono essere obbligatoriamente rispettati e infrangerli può portare a conseguenze estremamente gravi per chi rappresenta la sicurezza dell’azienda. Inoltre, la non conformità a queste misure può implicare l’applicazione di sanzioni amministrative estremamente costose, oltre a procedimenti penali che coinvolgeranno direttamente il datore di lavoro.

Leggi anche: Regolamento aziendale: otto regole da applicare sul posto di lavoro

Designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai Rischi (RSPP)

La figura di RSPP è obbligatoria per legge all’interno di tutte le aziende ed è regolamentata dall’articolo 32 del D. Lgs. 81 del 9 aprile 2008. In base alla legislazione vigente, l’RSPP è la persona, scelta dal datore di lavoro, che coordina le attività di valutazione dei rischi e i metodi di tutela della salute dei lavoratori tramite una verifica periodica e la segnalazione delle misure di sicurezza e di protezione più adatte all’azienda.

Come avviene la nomina dell’RSPP

La nomina di questo ruolo così importante per le aziende viene decisa dall’impresa per mezzo del rappresentante legale. I requisiti minimi per poter essere nominati sono i seguenti:

  • diploma di scuola secondaria superiore
  • attestato di frequenza valido in corsi di formazione specifici sulla sicurezza sul lavoro
  • almeno sei mesi di esperienza nel ruolo

Per poter esercitare è necessaria una formazione continua con un aggiornamento quinquennale presso le sedi autorizzate.

Datore di lavoro con funzione di RSPP

Spesso questo ruolo viene affidato a un consulente esterno per garantire una maggiore tutela dell’imparzialità della valutazione. Tuttavia, in alcuni casi il datore o la datrice di lavoro in prima persona può diventare RSPP, a patto che segua una formazione continua presso gli enti preposti.

Il datore di lavoro può assumere il ruolo di RSPP nei seguenti casi:

  • aziende nel settore agricolo, zootecnico e nel ramo della pesca con un massimo di 30 lavoratori;
  • aziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori;
  • aziende impiegate in altri settori se il numero dei dipendenti supera i 200.

I datori di lavoro non possono fare da RSPP nel caso in cui lavorino nei seguenti ambiti:

  • aziende produttrici di esplosivi e munizioni
  • strutture di ricovero, pubbliche e private, con più di 50 lavoratori
  • industrie estrattive con più di 50 lavoratori
  • centrali termoelettriche

A prescindere da chi andrà a ricoprire il ruolo di RSPP, subito dopo la sua nomina è obbligatoria la tempestiva comunicazione all’RLS, che a sua volta dovrà comunicare l’informazione ai dipendenti.

Il ruolo dei lavoratori nella sicurezza aziendale

Gli obblighi del datore di lavoro in materia di sicurezza aziendale devono essere integrati dalla collaborazione attiva dei dipendenti, che hanno l’obbligo di seguire le normative vigenti in termini di sicurezza in modo da garantire la loro stessa incolumità e quella dei colleghi. La prima azione che i dipendenti devono compiere per la loro tutela è l’utilizzo corretto dei DPI. Inoltre, dovranno decidere chi nominare come RLS per poter interagire con il datore di lavoro su questo tema così delicato e importante.

Il ruolo del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)

Il ruolo di RLS è molto importante per tutelare il benessere dei colleghi sul luogo di lavoro. Le responsabilità di questa figura, che dev’essere scelta fra i dipendenti stessi, includono:

  • collaborare attivamente con il datore di lavoro e l’RSPP nelle attività relative alla sicurezza e alla salute sul luogo di lavoro;
  • collaborare con il medico del lavoro nominato dall’azienda per la sorveglianza sanitaria;
  • monitorare che le norme di sicurezza sul luogo di lavoro siano sempre applicate;
  • segnalare tempestivamente irregolarità ed emergenze;
  • aggiornarsi e aggiornare continuamente sulle misure adottate in caso di emergenza;
  • partecipare alla stesura del DVR, detenendo una copia dello stesso;
  • partecipare alle riunioni periodiche organizzate dall’azienda per l’aggiornamento delle misure di sicurezza;
  • promuovere i corsi di formazione e di aggiornamento in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro.

La presenza dell’RLS è obbligatoria nelle aziende con 15 o più dipendenti mentre è opzionale (ma consigliabile) nelle aziende più piccole.

In conclusione, la sicurezza sul luogo di lavoro è strettamente vincolata dalla legge italiana, e il datore di lavoro non può esimersi dall’attuare tutte le norme previste. Ogni azienda deve nominare una figura competente (RSPP) che collabori con l’azienda e, se ha almeno 15 dipendenti, anche un’altra figura (RLS) che farà da tramite con il datore di lavoro per le materie inerenti alla sicurezza e vigilerà sul rispetto delle regole. Violare le norme, o non applicarle affatto, non solo mette a rischio i lavoratori, ma anche il futuro dell’azienda stessa, che sarà punibile penalmente.

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