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Tempo di lettura: 7 min

Il contratto di somministrazione è uno strumento flessibile che permette alle aziende di reperire risorse qualificate in breve tempo, delegando la parte più complessa (ovvero quella di selezione e ottemperamento burocratico) ad agenzie specializzate. Per poterlo sfruttare in maniera ottimale, tuttavia, è necessario comprenderne le caratteristiche, i vantaggi e il modo migliore di impiegare questa preziosa risorsa.

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Contratto di somministrazione: cos’è

Il contratto di somministrazione è un contratto di lavoro trilaterale regolamentato dal Capo IV del D.lgs numero 81 del 15/06/2015. Questo significa che le parti coinvolte sono tre:

  • un’agenzia autorizzata, detta anche somministratore;
  • un soggetto, conosciuto anche come utilizzatore;
  • i lavoratori, o somministrati.

Il contratto si attiva nel momento stesso in cui l’agenzia somministratrice assume lei stessa i lavoratori da inviare presso l’azienda. Di conseguenza, i dipendenti sono sotto l’egida dei somministratori ed è da essi che percepiscono lo stipendio. 

I due tipi di accordi

Il contratto di somministrazione racchiude in sé due tipi di accordi distinti:

  • Contratto commerciale di somministrazione: ovvero l’accordo tra il somministratore e l’utilizzatore;
  • Contratto di lavoro tra somministratore e lavoratori: che può essere a tempo determinato oppure indeterminato, a seconda del tipo di lavoro in cui opera l’agenzia.

La struttura particolarmente complessa del contratto di somministrazione prevede una ripartizione dei poteri differente rispetto ai normali contratti subordinati.

Poteri e responsabilità delle parti

Il decreto legge 81 del 15 giugno 2015 specifica chiaramente come i poteri e le responsabilità vadano divisi all’interno del contratto di somministrazione. Per esempio, agli utilizzatori spettano i seguenti oneri:

  • potere organizzativo (art. 30 del D. Lgs 81);
  • potere direttivo (art. 30 del D. Lgs 81);
  • obblighi informativi sulla salute e la sicurezza del lavoro (art. 35 del D. Lgs 81, comma 4);
  • obbligo di rifornimento DPI e misure di sicurezza (art. 35 del D. Lgs 81, comma 4);
  • obbligo contributivo da versare al somministratore, salvo nel caso in cui non si metta in atto il diritto di rivalsa (art. 35 del D. Lgs 81, comma 2);
  • responsabilità per danni subiti da terzi per mano dei lavoratori durante lo svolgimento delle attività lavorative (art. 35 del D. Lgs 81, comma 7).

La rimanenza dei poteri e delle responsabilità vanno invece al somministratore:

  • obblighi formativi e addestramento in tema di salute e sicurezza sul lavoro (art. 35 del D. Lgs 81, comma 4);
  • potere disciplinare, da applicare dopo la comunicazione degli elementi che formano la contestazione da parte dell’utilizzatore (art. 35 del D. Lgs 81, comma 6);
  • obbligo di retribuzione (art. 33 del D. Lgs 81, comma 2);
  • oneri contributivi, previdenziali, assicurativi e assistenziali (art. 37 del D. Lgs 81).

Le eccezioni a questi presupposti sono da individuare all’interno delle clausole contrattuali e del CCNL a cui l’azienda fa riferimento.

Divieti del contratto di somministrazione

Secondo l’art. 32 del D. Lgs 81, il ricorso al contratto di somministrazione è proibito nei seguenti casi:

  • in sostituzione di dipendenti che esercitano il diritto di sciopero;
  • in unità produttive che nei sei mesi precedenti all’inizio del contratto di lavoro hanno operato un licenziamento collettivo in quello stesso settore;
  • nelle aziende in cui è in atto una sospensione del lavoro, una riduzione dell’orario di lavoro o il trattamento di cassa integrazione nello stesso ambito in cui si intende inserire nuovo personale;
  • nelle imprese che non sono a norma con la valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza dei dipendenti sul luogo di lavoro.

Nel caso in cui l’azienda utilizzatrice sia parte del settore pubblico, inoltre, non può avvalersi di personale assunto nelle agenzie a tempo indeterminato.

Obblighi del contratto di somministrazione

Vediamo ora gli obblighi da rispettare quando si sceglie di attivare un contratto di somministrazione:

  • il contratto va redatto in forma scritta;
  • lo stipendio dei lavoratori somministrati non deve essere inferiore a quello dei dipendenti diretti dell’azienda;
  • i lavoratori somministrati hanno il diritto di essere informati dei posti vacanti all’interno dell’azienda in modo da potersi candidare per l’assunzione diretta qualora lo desiderino.

Tali norme sono state redatte allo scopo di tutelare i diritti dei lavoratori e limitare al massimo gli episodi di discriminazione. La mancata messa in atto di queste regole comporta sanzioni e ripercussioni legali, pertanto è necessario rispettarle con attenzione.

Quali sono i vantaggi del contratto di somministrazione

Se è vero che un contratto di somministrazione ha una serie di obblighi e divieti a cui attenersi, è anche una forma di assunzione molto conveniente per le aziende, a cui offre vantaggi che le forme di contratto di lavoro subordinato più diffuse difficilmente possono eguagliare.

1. Flessibilità

Il contratto di somministrazione permette un adattamento rapido alle variazioni della domanda di lavoro. In questo modo l’azienda può gestire efficacemente i picchi di attività che generano esigenze lavorative temporanee senza l’onere di assunzioni a lungo termine.

2. Accesso a personale qualificato

Grazie alle agenzie autorizzate, il processo di ricerca di personale qualificato è molto più semplice, potendo accedere a un ampio database di potenziali dipendenti con competenze specifiche. Il processo di selezione e assunzione così diventa molto più fluido e veloce.

3. Riduzione dei costi

Se in un primo momento affidarsi ad agenzie può sembrare un costo, in realtà può far risparmiare un’azienda, dal momento che riduce i costi legati all’assunzione diretta dei dipendenti, tra cui, per esempio, il TFR.

4. Assunzioni facilitate

Pur non essendo obbligatoria l’assunzione al termine del rapporto di lavoro con l’agenzia, l’azienda può sfruttare l’occasione per valutare le performance dei dipendenti e considerare anche questa opzione. Grazie alle agenzie è quindi possibile evitare errori di assunzione.

Come sfruttare il contratto di somministrazione in modo adeguato

Il contratto di somministrazione offre flessibilità e personale qualificato, l’agenzia inoltre si fa carico di gran parte della burocrazia e, soprattutto, della selezione dei candidati, processi che per un’azienda possono essere lunghi e faticosi. Alcune best practice possono rendere questa formula una scelta ancor più sicura e vantaggiosa per le imprese che vogliono trovare dipendenti da assumere per periodi più o meno lunghi. Vediamo quali.

Collaborazioni con agenzie affidabili

Uno dei punti fondamentali è proprio l’affidamento ad agenzie affidabili. Verificando la reputazione, le referenze e l’esperienza dell’agenzia si avrà la certezza di ottenere un servizio di qualità e attingere a risorse di prim’ordine.

Chiarezza contrattuale

È importante stabilire termini e condizioni estremamente chiare all’interno dei contratti di somministrazione, ponendo particolare attenzione alla definizione dei ruoli, delle responsabilità, dei costi e delle condizioni di lavoro dei nuovi dipendenti. Una semplice precauzione che però permette di evitare controversie nate da fraintendimenti talvolta superficiali.

Integrazione e motivazione dei lavoratori

Promuovere l’integrazione dei lavoratori assunti tramite contratto di somministrazione all’interno della propria azienda è indice non solo di civiltà ma anche di lungimiranza. Diventa quindi opportuno, quando possibile, coinvolgerli in attività di formazione e comunicare con loro in trasparenza. In questo modo le performance lavorative miglioreranno, insieme alla motivazione e alla produttività.

Pianificazione strategica

Il contratto di somministrazione può essere inserito in un piano di strategia aziendale a lungo termine, valutando attentamente le esigenze future e stabilendo con largo anticipo degli accordi con le agenzie. Così facendo si avranno maggiori garanzie di trovare risorse qualificate nei periodi lavorativi più critici.

Monitoraggio costante della qualità del lavoro

È buona prassi valutare periodicamente le performance dei lavoratori assunti tramite contratto di somministrazione. Tramite feedback è possibile monitorare la qualità del lavoro, mantenendo alto lo standard e intervenendo tempestivamente in caso di problemi. Questo passaggio può essere usato anche come strategia di talent acquisition, per poter individuare competenze e unicità preziose per l’azienda e i suoi obiettivi a breve e lungo termine.

Attenzione alla conformità legale

È di vitale importanza prestare attenzione a tutte le normative legali legate a questo particolare contratto che, essendo trilaterale, è un accordo piuttosto complesso. È buona norma rivolgersi a consulenti del lavoro o avvocati specializzati per prevenire eventuali controversie legali.

Per concludere, il contratto di somministrazione è uno strumento davvero efficace per reperire dipendenti qualificati che possono essere inseriti in azienda per un dato periodo, con tutta la libertà di poterlo estendere o addirittura convertire in un’assunzione definitiva. Tuttavia, essendo un contratto trilaterale, è essenziale comprendere le sue caratteristiche, i vantaggi e le criticità, e adottare strategie mirate per massimizzare i benefici e minimizzare i rischi. Grazie a una gestione oculata e strategica, il contratto di somministrazione può contribuire in modo incisivo al raggiungimento degli obiettivi aziendali, garantendo allo stesso tempo una forza lavoro dinamica e flessibile.

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