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Tempo di lettura: 7 min

La peculiarità del contratto a tempo determinato è che riporta chiaramente sia la data di inizio che la data di fine del periodo lavorativo. Si tratta di una forma di assunzione non definitiva che può essere prolungata, terminata o trasformata in tempo indeterminato in base alle scelte aziendali.

In questo articolo vedremo:

  • cos’è il contratto determinato;
  • quali sono i divieti e i limiti di un contratto determinato;
  • come gestire proroghe e rinnovi;
  • quali sono i principali vantaggi per le imprese.

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Contratto a tempo determinato: che cos’è

Si definisce “a tempo determinato” un contratto di lavoro subordinato con una durata predeterminata. Esso è regolamentato dal D. Lgs. 81 del 15 giugno 2015 ed è soggetto a due clausole molto stringenti che ne determinano la validità.

  • La data del termine deve essere apposta chiaramente all’interno del contratto.
  • La durata massima di un contratto a tempo determinato può essere di 24 mesi. Ciò include tutti i rinnovi, ma anche la somma di più contratti a tempo determinato stipulati presso la stessa azienda. Le sole eccezioni sono previste dai singoli CCNL a cui l’impresa fa riferimento.

Qualora le condizioni sopra citate vengano a mancare, il contratto verrà considerato nullo e l’azienda andrà incontro alle dovute sanzioni.

Divieti nel contratto a tempo determinato

La legge vieta severamente l’abuso d’ufficio nel contratto a tempo determinato. Nello specifico è vietato stipulare un contratto a tempo determinato nei seguenti casi:

  • assunzione di personale in un’azienda che ha effettuato licenziamenti collettivi nei confronti di dipendenti con le stesse mansioni ricercate nell’arco dei sei mesi precedenti all’assunzione stessa;
  • assunzione di personale in sostituzione di lavoratori e lavoratrici che esercitano il diritto di sciopero;
  • assunzione di dipendenti nelle stesse aree di lavoro in cui vi è un regime di cassa integrazione o di riduzione di orario;
  • assunzione di personale in un’azienda che non ha un DVR redatto seguendo le normative a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici.

Nel caso in cui questi divieti vengano violati, l’azienda può incorrere in sanzioni e il contratto a termine viene convertito automaticamente in contratto a tempo indeterminato.

Limiti di assunzione

Secondo i termini di legge, il personale assunto a tempo determinato in un’azienda non può superare il 20% della forza lavoro totale. Le eccezioni sono date dai singoli CCNL, che è necessario consultare qualora si presentino incertezze sull’argomento.

Nel caso si violi questa normativa, l’azienda dovrà versare una sanzione per ogni dipendente eccedente per un importo che può arrivare al 50% della retribuzione, a seconda della quantità di dipendenti in eccesso.

Come gestire le proroghe e i rinnovi dei contratti a tempo determinato

Una volta arrivata la scadenza di un contratto a tempo determinato, l’azienda ha di fronte tre opzioni:

  1. Non rinnovare il contratto, esonerando i dipendenti e le dipendenti dal lavoro presso l’azienda e ponendo termine al rapporto tra le parti.
  2. Passaggio del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato.
  3. Rinnovo del contratto per un altro periodo di tempo stabilito dall’azienda con il consenso dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolti.

In quest’ultimo caso, come accennato in precedenza, la proroga può avvenire solo e soltanto se il contratto iniziale ha una durata inferiore ai 24 mesi. Inoltre, il contratto non può essere rinnovato per più di quattro volte in quest’arco di tempo.

L’intervallo tra i rinnovi

Per poter procedere a un rinnovo è necessario attendere un intervallo di tempo prestabilito dalla legge tra un contratto e un altro, che varia a seconda della durata dei contratti stessi:

  • l’intervallo è di 10 giorni quando il rinnovo coinvolge contratti con una durata massima di sei mesi;
  • qualora il contratto somministrato sia superiore ai sei mesi, la pausa tra il suddetto e il suo rinnovo deve essere di 20 giorni.

Come segnalato nell’articolo 81 del D. Lgs. del 15 giugno 2015, art. 21, nel caso in cui questi intervalli di tempo non vengano rispettati, il contratto diventa automaticamente a tempo indeterminato.

Sono previste alcune eccezioni alle regole sul rinnovo del contratto a tempo determinato. Per esempio, per le startup innovative non ci sono limiti alla possibilità di rinnovo del contratto per 48 mesi a partire dalla fondazione dell’azienda, come segnalato dal D.L. n. 179 del 18 ottobre 2012. Un’altra eccezione è costituita dalle attività stagionali operanti nell’ambito del turismo e della ristorazione.

Diritti di precedenza

Nel caso in cui i dipendenti e le dipendenti a tempo determinato abbiano lavorato per almeno sei mesi all’interno della stessa azienda, vantano un diritto di precedenza per l’assunzione a tempo indeterminato rispetto a candidati con un contratto lavorativo inferiore o a futuri dipendenti. Questo vale anche per chi ha usufruito del congedo di maternità o di paternità.

Consigli per un’assunzione a tempo determinato di successo

Per assicurare la massima soddisfazione da entrambe le parti, è necessario prestare attenzione e creare un contesto in cui le dipendenti e i dipendenti inquadrati con un contratto a tempo determinato possano sentirsi sereni e a proprio agio.

  • Formazione adeguata: anche se l’assunzione prevede un periodo di tempo più o meno breve, è necessario offrire a ogni dipendente corsi che consentano di lavorare in autonomia nel minor tempo possibile.
  • Definizione chiara di ruoli e obiettivi: un contratto dettagliato in cui vengono definiti i ruoli all’interno dell’impresa e gli obiettivi aziendali facilita la transizione in azienda e il team building, creando un clima sereno e produttivo per tutti.
  • Ambiente inclusivo: per mantenere l’azienda sana e prospera, è importante fare in modo che i lavoratori e le lavoratrici a tempo determinato si sentano da subito parte di un team, facilitando così la motivazione e la produttività. Questo risultato si può ottenere con un approccio cordiale e inclusivo, tramite anche attività di team building finalizzate ad aumentare la coesione del gruppo.
  • Trasparenza sulle possibilità future: chi ha un contratto a tempo determinato potrebbe domandarsi se, allo scadere del termine, verrà rinnovato o convertito in tempo indeterminato. Essere trasparenti sulle reali possibilità future permette al personale di organizzarsi in vista della scadenza contrattuale, e alle aziende di mostrare integrità, evitando inutili fraintendimenti.

Seguendo queste linee guida, il contratto a tempo determinato può diventare una risorsa estremamente preziosa e un’opportunità di crescita per tutte le parti in causa.

Contratto a tempo determinato: quali sono i vantaggi per le aziende

Se da una parte il contratto a tempo determinato impone una serie di norme e limiti da rispettare per non incorrere in sanzioni, dall’altra rappresenta una grande opportunità per le aziende di qualsiasi dimensione. Vediamo alcuni dei principali vantaggi.

Costi ridotti

Il personale assunto con contratto a tempo determinato ha lo stesso salario di quello assunto a tempo indeterminato, tuttavia grava meno sul bilancio aziendale grazie alla gestione delle indennità contributive. Inoltre, nel caso si scelga di non rinnovare il contratto alla fine del rapporto di lavoro, il trattamento di fine rapporto sarà nettamente inferiore rispetto a quello del personale assunto a tempo indeterminato.

Maggiore adattabilità alle esigenze aziendali

Le esigenze di un’azienda possono variare senza preavviso, e il contratto a tempo determinato permette di rivedere l’organigramma aziendale introducendo nuove figure di supporto. Pensiamo a un ristorante che in vista dei picchi stagionali deve assumere personale di sala e di cucina extra per far fronte all’aumento della clientela: grazie a questa formula contrattuale, potrà integrare dipendenti solo per i mesi necessari, scegliendo fra orari part-time o full-time, in base alle esigenze.

Possibilità di valutare le risorse neo-assunte

Uno degli innegabili vantaggi dell’assumere dipendenti a tempo determinato è la possibilità di poterli valutare prima di un eventuale rinnovo o assunzione a tempo indeterminato. In questo modo, le aziende possono usufruire di quel tempo per esaminare le performance delle persone appena assunte, oltre alla loro affidabilità e alla compatibilità con il resto del team. In caso di insuccesso, l’azienda può decidere di non rinnovare il contratto. Se in dubbio, può estenderlo per un ulteriore periodo di valutazione. In quest’ottica, i contratti a tempo determinato sono uno strumento strategico per ottimizzare la talent acquisition.

Possibilità di sostituire il personale in congedo

I contratti a tempo determinato permettono di sostituire dipendenti che si devono assentare per un periodo di aspettativa, per un congedo parentale o per malattia, riducendo così l’impatto che quest’assenza provoca sulla performance aziendale.

Sfruttare al meglio le assunzioni a tempo determinato attraverso una gestione attenta e inclusiva può portare le imprese a trarre il massimo beneficio da una forza lavoro dinamica e motivata. Assumendo personale per un periodo limitato si compiono infatti scelte più ponderate per il futuro. Ciò comporta una riduzione dei costi e quindi la possibilità di maggiori investimenti futuri, oltre a una maggiore flessibilità e adattabilità agli andamenti di mercato. Con un approccio strategico e ben pianificato, il lavoro a tempo determinato può diventare un elemento chiave per un’azienda di successo e favorire una strategia sostenibile per tutti, anche nel lungo periodo.

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