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Come condurre un secondo colloquio di lavoro

Hai esaminato i curricula, intervistato i candidati, individuato quelli più promettenti e finalmente è arrivato il momento più delicato, quello della scelta definitiva. Sapere come condurre un secondo colloquio di lavoro in modo efficace è fondamentale per gestire con più sicurezza la fase conclusiva delle selezioni e trovare il profilo che stai cercando.

In questo articolo, scopriremo quali strategie adottare e quali domande porre durante il colloquio tecnico per conoscere i candidati in maniera più approfondita, valutandone la personalità, le capacità specifiche e la possibile compatibilità con il team e i valori aziendali.

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Secondo colloquio di lavoro: perché è importante?

Il secondo colloquio costituisce solitamente l’ultima fase del processo di selezione e richiede un approccio differente rispetto al primo colloquio conoscitivo: l’obiettivo finale è verificare nel dettaglio le competenze dei candidati in relazione alla posizione offerta.

Mentre le prime interviste vengono utilizzate per vagliare un ampio gruppo di candidati che possiedono i requisiti minimi indicati sull’annuncio di lavoro, il secondo colloquio esamina un numero più ristretto di aspiranti che si sono distinti rispetto agli altri.

Il colloquio tecnico è una consuetudine nelle selezioni attinenti a ruoli di tipo informatico, ingegneristico o scientifico, ma nel tempo è diventato sempre più frequente anche nel recruiting di posizioni affini alla sfera umanistica.

Nello specifico, condurre un secondo colloquio di lavoro ti permette di:

  • stabilire le effettive capacità del candidato, dalle hard skills relative a formazione e qualifiche professionali alle soft skills, legate a motivazione, personalità, abilità comunicative e relazionali;
  • farti un’idea della compatibilità del candidato con l’etica e la filosofia dell’azienda, nonché della sua possibile integrazione nel team di lavoro;
  • estendere il colloquio ad altri membri dell’azienda, ad esempio figure professionali in grado di giudicare il livello di preparazione tecnica del candidato;
  • somministrare prove pratiche, esercizi o presentazioni per testare le abilità di ragionamento e gestione dello stress del candidato;
  • presentare l’azienda in modo più approfondito, descrivendo le modalità operative e valutando l’opportunità di accompagnare il candidato a visitare gli ambienti di lavoro.

Scegliere di investire ulteriore tempo per incontrare i migliori candidati una seconda volta è una decisione che spesso ripaga, perché ti consente di avere un quadro molto più dettagliato delle attitudini e delle competenze di ciascuno. Di conseguenza, questo aumenterà le tue probabilità di scegliere la persona più adatta per il ruolo che offri.

Colloquio tecnico: le fasi fondamentali

Avere ben chiari tutti i passaggi ti aiuterà a capire come gestire un secondo colloquio di lavoro in modo scorrevole e produttivo. Se devi organizzare una seconda intervista di recruiting, ti consigliamo di stabilire un itinerario strategico, così da non tralasciare nessuna informazione importante e seguire un percorso comune per tutti i candidati.

Vediamo ora in dettaglio come preparare e condurre un secondo colloquio di lavoro.

1. Organizza il secondo colloquio e invita i candidati

La prima fase riguarda l’organizzazione che precede il colloquio. Questo passaggio preparatorio è essenziale per capire cosa aspettarti e quali caratteristiche ricercare nei candidati, in base alle qualità e competenze necessarie per ricoprire il ruolo vacante. Un consiglio? Stila un modulo di valutazione uguale per tutti i candidati, dove assegnerai i punteggi relativi ai diversi requisiti in modo standardizzato.

Nel contempo, contatta il gruppo ristretto di candidati che hanno superato la prima selezione e invitali al secondo colloquio, mettendo in evidenza i motivi che ti hanno spinto a chiedere un ulteriore incontro e spiegando in cosa consisterà. Ricorda loro di portare eventuali presentazioni, relazioni, documenti o il proprio portfolio e informali nel caso in cui l’intervista includa un test.

È importante non lasciar passare troppo tempo tra il primo colloquio e l’invito al secondo, tenendo conto che alcuni dei profili scelti potrebbero essere in corsa per altre posizioni in aziende concorrenti. Un buon tempismo è fondamentale anche nella pianificazione del calendario dei colloqui, che dovrebbero essere il più possibile ravvicinati per poter valutare i diversi professionisti in modo omogeneo e coerente.

Decidi infine se coinvolgere altri colleghi, nel caso in cui tu abbia bisogno di un diverso punto di vista, di un’esperienza più specifica a livello tecnico o semplicemente per valutare una possibile affinità tra futuri collaboratori del team di lavoro.

2. Accogli il candidato

Ricevere il candidato in modo cordiale lo farà sentire a proprio agio. Offrire un caffè, presentare i colleghi che non erano presenti al primo colloquio, porre domande generiche e sottolineare le impressioni positive scaturite dalla precedente intervista sono alcuni tra i metodi più efficaci per creare un’atmosfera rilassata. In questo modo, il potenziale nuovo collaboratore potrà dare il meglio di sé, mettendo in mostra la sua personalità e le sue competenze.

3. Introduci le modalità del colloquio

Puoi avviare la fase di conversazione vera e propria spiegando al candidato come intendi procedere. Questo passaggio non è indispensabile, ma ti dà la possibilità di chiarire eventuali dubbi che il candidato potrebbe avere; ad esempio, puoi specificare che avrà la possibilità di porre eventuali quesiti in un secondo momento. Prima di iniziare con le domande del colloquio, valuta se fare un breve riepilogo delle informazioni principali emerse dalla prima intervista.

4. Procedi con le domande specifiche per il ruolo proposto

Una regola fondamentale è quella di arrivare preparati con un elenco di domande uguali per tutti i candidati, lasciando comunque margine per rivolgere quesiti specifici al singolo aspirante, in base alle sue risposte o a particolari caratteristiche.

Molti recruiter trovano complicato stilare una serie di domande specifiche per il secondo colloquio, temendo di essere ripetitivi e di non raccogliere sufficienti informazioni rispetto a quelle acquisite in precedenza. Non temere di rivolgere nuovamente alcune domande cruciali, cercando però di stimolare il candidato a dare risposte più dettagliate. Puoi inoltre rileggere le annotazioni prese durante il primo colloquio, approfondendo determinati aspetti che avevano suscitato il tuo interesse.

Ricorda che l’obiettivo della seconda intervista è conoscere le reali competenze dell’aspirante, pertanto è consigliabile metterlo alla prova con test pratici o quesiti tecnici. Se hai bisogno di qualche idea per formulare una lista di domande per il secondo colloquio, più avanti troverai alcuni spunti.

5. Condividi informazioni sul ruolo e sull’azienda

Terminata l’intervista, è il momento di parlare di alcuni aspetti pratici legati alla posizione proposta e alle relative responsabilità, alla cultura aziendale, agli orari e al team di lavoro, lasciando al candidato la possibilità di fare domande. Questa fase è molto utile sia per evitare incomprensioni future, sia per crearsi un’ultima impressione sul professionista in base ai quesiti che pone.

6. Concludi l’incontro ed esponi le fasi successive

Informa il candidato sui tempi entro cui ragionevolmente riceverà un feedback e sulle modalità, assicurandoti di conoscere la sua disponibilità e l’eventuale periodo di preavviso, nel caso in cui stia attualmente lavorando.

Esempi di domande tipiche del secondo colloquio

Preparare un elenco di domande è fondamentale se vuoi condurre un secondo colloquio di lavoro in modo efficace. I quesiti della seconda intervista devono essere principalmente a risposta aperta per lasciare spazio all’esposizione del candidato e devono focalizzarsi sul ruolo proposto, così da valutarne in maniera approfondita personalità ed esperienza.

Per aiutarti nella stesura, puoi prendere spunto dalla struttura e dagli esempi di domande tipiche del secondo colloquio che ti suggeriamo.

Domande comportamentali

Inizia con domande di tipo comportamentale che mirano a identificare i differenti approcci del candidato in situazioni passate, per farti un’idea di come agirebbe in circostanze analoghe nel nuovo ruolo. In base alle sue risposte puoi misurare il suo livello di leadership, le capacità di iniziativa, le doti organizzative e la predisposizione al lavoro in team.

Ecco alcuni esempi di quesiti comportamentali:

  • Raccontami di quando hai dovuto prendere una decisione difficile e di come hai gestito la situazione.
  • Raccontami un episodio in cui sei riuscito o riuscita a convincere qualcuno che la pensava diversamente da te.
  • Raccontami un momento in cui non eri soddisfatto o soddisfatta del lavoro svolto e spiegami cosa avresti migliorato.
  • Raccontami come hai gestito un conflitto durante un lavoro in team.
  • Descrivi come ti sei adattato o adattata in un momento in cui la tua azienda stava affrontando dei cambiamenti.

Domande situazionali

Puoi proseguire con un test di tipo situazionale, che ha lo scopo di esaminare l’approccio del candidato a eventuali problematiche legate alla specifica posizione offerta o al futuro luogo di lavoro, indagandone le capacità decisionali, manageriali e di problem solving. In questo caso, in base al profilo ricercato, è possibile ricreare una situazione tipica fornendo all’intervistato un contesto e chiedendogli come risolverebbe il problema, descrivendo la soluzione nei dettagli.

Domande tecniche e prova pratica

Se il ruolo lo richiede, continua ponendo domande prettamente tecnicheper sondare il grado di esperienza nell’utilizzo di particolari software, tecnologie, linguaggi di programmazione o determinati strumenti necessari allo svolgimento della mansione.

Nel caso in cui avessi intenzione di sottoporre il candidato a una prova pratica, questo può essere il momento opportuno.

Domande di cultura aziendale

Al di là delle abilità tecniche specifiche, il secondo colloquio serve a delineare la compatibilità dell’intervistato con la cultura aziendale. A questo proposito, concludi rivolgendo domande che vertano su valori, aspirazioni e obiettivi, per capire se il candidato possa facilmente integrarsi nell’ambiente lavorativo e diventarne una risorsa.

Ecco alcuni esempi di domande di cultura aziendale:

  • Perché pensi di essere il candidato migliore per ricoprire questa posizione?
  • Quali sono le qualità che ritieni fondamentali in questo ruolo?
  • Quali sono i tuoi obiettivi professionali a breve e lungo termine?
  • Quale traguardo ti ha reso più orgoglioso o orgogliosa e perché?
  • Che idea ti sei fatto o fatta di questa azienda e in cosa pensi che dovremmo migliorare? Quale contributo potresti dare in tal senso?

La ricerca del candidato ideale è un processo impegnativo e un investimento importante per l’azienda, sia in termini di tempo che economici. Sapere come condurre un secondo colloquio di lavoro è dunque indispensabile per prendere la decisione giusta e selezionare il miglior candidato, apportando valore aggiunto al gruppo e all’ambiente lavorativo.

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