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Cosa si intende per stress-lavoro correlato e possibili soluzioni

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Lo stress lavoro-correlato è una problematica che interessa numerosi contesti professionali moderni, con conseguenze significative non solo sulla salute psicofisica del personale, ma anche sulla produttività e sull’efficienza delle aziende. La pressione legata a scadenze serrate, carichi di lavoro eccessivi, scarsa comunicazione e insicurezza lavorativa sono solo alcuni dei fattori che possono contribuire a generare stress. Comprendere le cause principali e affrontarle con strategie efficaci rappresenta un passo fondamentale per promuovere ambienti di lavoro più sani e sostenibili.

In questo articolo, esploriamo le diverse tipologie di stress, identifichiamo le principali cause di stress sul lavoro e analizziamo possibili soluzioni.

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Cosa si intende per stress lavoro-correlato: cause, effetti e strategie per i datori di lavoro

È impossibile eliminare del tutto le fonti di stress dalla vita quotidiana: eventi come lutti, problemi di salute, difficoltà relazionali, incertezze economiche o turbolenze socio‑politiche possono avere un impatto significativo sul benessere individuale. Come datore di lavoro, la maggior parte di questi fattori è al di fuori del tuo controllo. Esistono però altre cause di stress, legate al lavoro, che è possibile limitare con una buona organizzazione e gestione delle risorse umane e adottando un corretto stile di leadership.

Se non affrontato, infatti, lo stress cronico sul posto di lavoro può influire sul benessere del personale, ridurre la produttività, aumentare il tasso di abbandono e avere un impatto negativo sulla tua immagine aziendale.

Stress sul lavoro: cosa dice la legislazione italiana

In Italia, lo stress lavoro-correlato è riconosciuto e regolamentato dalla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro, principalmente attraverso il d.lgs. 81/2008 (noto anche come Testo Unico sulla salute e sicurezza sul Lavoro), integrato successivamente dalla circolare INAIL del 18 novembre 2010. Queste disposizioni sanciscono l’obbligo delle aziende di valutare e prevenire il rischio da stress lavoro-correlato al pari di qualunque altro rischio per la salute e sicurezza dei lavoratori.

Nello specifico, la circolare INAIL fornisce indicazioni operative per la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato, con strumenti pratici per le aziende.

La valutazione deve avvenire in due fasi:

  • Fase preliminare: analisi di indicatori oggettivi (assenze, turnover, infortuni, lamentele).
  • Fase approfondita (solo se necessaria): utilizzo di questionari, focus group, interviste con il personale. Se il datore di lavoro non effettua la valutazione del rischio di stress lavoro-correlato, può incorrere in sanzioni amministrative e penali previste dal d.lgs. 81/2008.

Perché è importante identificare lo stress sul posto di lavoro

Lo stress sul lavoro si verifica quando le richieste professionali eccedono le risorse o capacità dell’individuo di farvi fronte, generando un senso di sopraffazione, ansia o frustrazione. È una reazione naturale a situazioni percepite come difficili o ingestibili, e può manifestarsi in modi diversi a seconda della persona e del contesto. A differenza della pressione positiva che può stimolare la produttività, lo stress cronico è deleterio e porta a un calo delle performance e del benessere generale.

Per i datori di lavoro, identificare le potenziali fonti di stress è un atto di responsabilità e lungimiranza. Ignorare i segnali o minimizzare il problema può condurre a un aumento dell’assenteismo, a un maggiore ricambio della forza lavoro e a un ambiente lavorativo tossico. Al contrario, riconoscere i segnali permette di intervenire tempestivamente, migliorando il clima interno e rafforzando il legame tra azienda e dipendenti. In questo senso, identificare e prevenire lo stress lavoro-correlato è parte integrante delle strategie di employee retention

Inoltre, la gestione dello stress lavorativo rientra spesso negli obblighi normativi legati alla salute e sicurezza sul lavoro. Le aziende che adottano politiche di prevenzione e supporto dimostrano attenzione non solo al benessere delle persone, ma anche alla propria reputazione e alla sostenibilità delle attività. Un ambiente sereno e motivante è anche un fattore positivo per l’acquisizione di nuovi talenti.

Cause dello stress lavoro-correlato

Uno dei motivi principali di stress sul lavoro è un carico eccessivo di compiti, spesso unito a scadenze irrealistiche e all’assenza di pause adeguate. Altre circostanze che contribuiscono ad aumentare un senso di impotenza e frustrazione sono la mancanza di controllo sulle proprie mansioni o la percezione di non avere voce in capitolo nelle decisioni aziendali. Anche il multitasking continuo e la pressione costante a raggiungere obiettivi possono logorare le risorse psicologiche dei lavoratori.

Un altro fattore determinante è la qualità delle relazioni sul posto di lavoro. La presenza di conflitti tra colleghi, la carenza di supporto da parte dei superiori, la scarsa comunicazione o episodi di mobbing possono creare un’atmosfera ostile, generando ansia e senso di isolamento. Anche l’incertezza lavorativa, determinata ad esempio da contratti precari o timore di licenziamenti, può intensificare lo stress. È quindi importante mantenere uno stato d’animo positivo nei momenti di difficoltà, lavorando sul benessere personale del team di lavoro. 

I diversi livelli di stress sul luogo di lavoro

Lo stress lavorativo non si manifesta sempre allo stesso modo: può variare da lieve e temporaneo a grave e cronico. Uno stress lieve può persino avere effetti positivi, stimolando la concentrazione e la produttività: in questo caso, si parla di eustress. Tuttavia, quando lo stress diventa più severo, può avere impatti negativi sulla salute mentale e fisica di una persona, compromettendo anche le sue capacità decisionali e relazionali.

Nel caso di stress cronico, gli effetti possono essere particolarmente gravi: insonnia, ansia costante, depressione, disturbi cardiovascolari e gastrointestinali sono solo alcune delle conseguenze più comuni. A livello professionale, ciò può tradursi in calo di rendimento, errori frequenti, assenteismo e infortuni. È quindi fondamentale monitorare i livelli di stress e intervenire prima che raggiungano soglie critiche.

I 3 tipi di stress sul lavoro

In base alla durata e ai suoi fattori scatenanti, lo stress sul posto di lavoro può essere suddiviso in tre tipologie principali.

Stress acuto

È il tipo di stress che si può incontrare con più frequenza in ufficio. Di solito è innescato da eventi a breve termine, come una scadenza ravvicinata che non è possibile affrontare con un’efficace organizzazione del tempo, una presentazione importante o un problema con un cliente particolarmente difficile. Sebbene possa causare notevole disagio, lo stress acuto è temporaneo e scompare una volta rimosso il fattore scatenante.

Stress acuto episodico

Quando un membro del team sperimenta frequenti episodi di stress acuto sul posto di lavoro, si parla di stress acuto episodico. Questa situazione può verificarsi quando una persona si assume più responsabilità di quante ne possa gestire o quando deve fronteggiare altri fattori di stress al di fuori del lavoro.

Stress cronico

Rispetto alle due tipologie precedenti, è più pervasivo e nocivo per la salute. Di solito è causato da fattori che persistono da molto tempo: mesi o addirittura anni. Lo stress cronico può essere causato da una cultura aziendale tossica, da costanti richieste irrealistiche da parte del management, dalla sensazione di non ricevere un supporto adeguato e in generale da uno scarso equilibrio tra lavoro e vita privata. Dei tre, lo stress cronico è quello che ha maggiori probabilità di causare gravi danni fisici e mentali alle persone dipendenti.

Riconoscere i segnali di stress nel personale

Il personale dipendente sotto stress spesso mostra segnali, di natura comportamentale o fisica, che possono essere individuati da colleghi o responsabili attenti. Anche un’indagine sulla soddisfazione dei dipendenti può spesso rivelarsi utile. 

Tra i sintomi più comuni a livello di atteggiamento vi sono l’irritabilità, la perdita di motivazione, il calo di concentrazione, l’isolamento e una maggiore propensione al conflitto. Alcune persone possono diventare più chiuse e silenziose, mentre altre possono reagire con scatti d’ira o atteggiamenti difensivi.

Anche i segnali fisici non vanno sottovalutati: frequenti mal di testa, stanchezza cronica, cambiamenti nell’appetito o disturbi del sonno sono spesso campanelli d’allarme. La presenza ricorrente di assenze per malattia può per esempio indicare uno stato di stress non dichiarato. È quindi importante creare un ambiente in cui le persone si sentano libere di esprimere il proprio disagio, sapendo di poter contare su un supporto adeguato.

Lo stress sul lavoro rappresenta una sfida concreta e diffusa, ma non insormontabile. È un fenomeno complesso, influenzato da molteplici fattori concomitanti. Sebbene non sia sempre possibile eliminarli tutti, mostrare interesse e affrontarne anche solo alcuni può migliorare significativamente la salute e il benessere a lungo termine del personale. Promuovere un migliore equilibrio tra vita professionale e privata, garantire un ambiente di lavoro libero da abusi e discriminazioni e favorire un maggiore coinvolgimento generale nelle decisioni rappresentano interventi efficaci contro le cause più comuni dello stress lavorativo. Prevenire lo stress in azienda non è solo una questione etica, ma anche una strategia vincente per il successo a lungo termine.

Domande frequenti sullo stress lavoro-correlato

Come può un datore di lavoro ridurre lo stress lavoro-correlato all’interno dell’azienda?

Un datore di lavoro può adottare numerose strategie per ridurre lo stress, a partire dall’analisi dell’ambiente lavorativo e dall’ascolto attivo del personale. Innanzitutto, è utile promuovere un equilibrio tra vita professionale e privata attraverso orari flessibili, possibilità di lavoro da remoto e una chiara distinzione tra tempo lavorativo e tempo libero. Inoltre, garantire carichi di lavoro sostenibili e assegnare compiti compatibili con le competenze di ogni dipendente aiuta a prevenire frustrazione e affaticamento. È altrettanto importante favorire un clima aziendale positivo, basato su rispetto, inclusione e collaborazione. La formazione del management nella gestione delle persone e nella comunicazione empatica è essenziale per creare un ambiente in cui ogni persona si senta valorizzata e sicura di sé. Infine, offrire supporto psicologico, ad esempio tramite uno sportello di ascolto interno o convenzioni con professionisti, può fornire un aiuto concreto a chi si trova in difficoltà. Investire nel benessere del personale non è solo una scelta etica, ma una strategia che migliora la produttività e la fidelizzazione.

Qual è il ruolo della leadership nella prevenzione dello stress lavorativo?

La leadership gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione e nella gestione dello stress sul lavoro. Chi ricopre il ruolo di leader influenza profondamente il clima aziendale, i livelli di motivazione e il benessere psicologico del team. Avere una spiccata empatia e attenzione permette di riconoscere segnali precoci di disagio, come cambiamenti nel comportamento o cali di rendimento, e di intervenire con sensibilità. Una leadership efficace promuove una comunicazione aperta, ascolta attivamente le esigenze dei collaboratori e crea un ambiente di fiducia, in cui ci si senta liberi di esprimere preoccupazioni senza timore di giudizio o ripercussioni. Inoltre, è in grado di stabilire obiettivi chiari e realistici, distribuire equamente i carichi di lavoro e riconoscere i successi, contribuendo così a ridurre l’ansia da prestazione e l’insoddisfazione. La formazione delle figure di leadership su argomenti come la gestione dello stress, la comunicazione non violenta e la leadership trasformazionale può avere un impatto diretto sulla salute organizzativa. Una leadership responsabile non solo migliora le performance aziendali, ma aiuta a costruire una cultura del lavoro più umana, inclusiva e sostenibile.

Il lavoro da remoto riduce o aumenta lo stress?

Il lavoro da remoto può sia ridurre che aumentare lo stress, a seconda di come viene gestito. Da un lato, lavorare da casa offre numerosi vantaggi: si eliminano i tempi di spostamento, si ha maggiore flessibilità negli orari e si può lavorare in un ambiente familiare. Questi aspetti contribuiscono a ridurre lo stress legato alla routine tradizionale e favoriscono un migliore equilibrio tra vita privata e professionale. Tuttavia, il remote working può anche introdurre nuove fonti di stress, soprattutto se mancano confini chiari tra lavoro e vita domestica. Il rischio di sentirsi sempre reperibili, la difficoltà di staccare mentalmente e l’isolamento sociale sono problematiche comuni. Inoltre, la mancanza di interazioni dirette con colleghi e manager può aumentare il senso di solitudine o creare incomprensioni comunicative. La chiave per ridurre lo stress nel lavoro da remoto è una gestione consapevole: stabilire orari precisi, creare uno spazio di lavoro dedicato, mantenere contatti regolari con il team e, soprattutto, coltivare momenti di pausa. Un’organizzazione attenta può trasformare il lavoro da remoto in un’opportunità di benessere e produttività.

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