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Le domande più efficaci da rivolgere durante un colloquio di lavoro

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Il colloquio di lavoro rappresenta una delle fasi più decisive nel processo di selezione, sia per le persone candidate sia per chi svolge la selezione. E condurlo al meglio richiede più di una semplice lista di domande da porre: servono strategia, consapevolezza e capacità di interpretazione. Ma all’interno di una più ampia strategia su come fare colloqui, per ogni datore di lavoro, recruiter o responsabile delle risorse umane, fare le giuste domande è uno degli strumenti più potenti per individuare le risorse ideali e valutarne le competenze reali e il potenziale di crescita.

In questo articolo troverai una selezione delle migliori domande da porre durante un colloquio di lavoro, con indicazioni su come usarle, perché funzionano e cosa osservare nelle risposte.

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Come prepararsi al colloquio

Una selezione davvero efficace inizia ben prima del giorno del colloquio, sia che si tratti di un incontro dal vivo con la persona candidata oppure di un colloquio virtuale. La fase preparatoria, spesso sottovalutata, è invece fondamentale per garantire un colloquio strutturato, coerente e realmente utile ai fini decisionali

Inizia con l’esame del CV: pensando ai dettagli della posizione offerta, individua le competenze tecniche necessarie e le competenze trasversali o i tratti comportamentali preferibili. A seguire, definisci gli obiettivi di valutazione: vuoi testare l’orientamento al risultato? La capacità di adattamento? L’aderenza ai valori aziendali? Definire con chiarezza gli obiettivi permette di guidare il colloquio verso esiti più oggettivi. Le griglie di domande strutturate vengono utilizzate in molte organizzazioni per favorire confronti più coerenti tra i diversi profili.

Domande del colloquio di lavoro efficaci

Domande per valutare competenze e motivazione

Di seguito ti proponiamo una serie di domande per esaminare le competenze e la motivazione delle persone candidate.

Qual è il risultato professionale che la riempie più di orgoglio?

Questa domanda consente di capire cosa fa sentire la persona realizzata, quali traguardi considera significativi e come il suo modo di raggiungerli si accorda con la cultura aziendale. Se la risposta è ben strutturata, contiene un risultato misurabile ed è pertinente alle skill richieste per la posizione, rivela non solo competenza, ma anche motivazione e attitudine al ruolo.

Racconta qualcosa di te che non sia già indicato sul tuo CV

Una domanda aperta come questa rappresenta uno strumento strategico per scavare nelle soft skill, nei valori personali e nei tratti distintivi di chi si candida. Aiuta il team di risorse umane a cogliere l’autenticità della risposta fornita e lascia alla persona candidata la libertà di parlare di sé, scegliendo se concentrarsi su aspetti professionali o personali. Un racconto che mette in luce un impegno di volontariato, un periodo all’estero o un progetto extra-professionale offre spunti preziosi sulla compatibilità con i valori aziendali e sull’attitudine al lavoro. È proprio nel modo in cui la persona sceglie di raccontarsi e nell’empatia che traspare che si nascondono indizi importanti sul suo potenziale contributo all’ambiente aziendale.

Perché vuoi lavorare con noi?

Questa domanda ti aiuterà a capire se la persona candidata ha fatto ricerche sull’azienda e avere un’idea più chiara di ciò che si aspetta da un datore di lavoro. Inoltre, è fondamentale valutare se si riconosce nella cultura aziendale. La condivisione di valori e modalità di lavoro favorisce, infatti, una migliore integrazione nel team.

Ascolta attentamente la risposta per valutare se la risorsa riporta informazioni sull’azienda, e traccia eventuali corrispondenze tra quest’ultima e le proprie aspirazioni professionali. Un ulteriore aspetto importante nella valutazione possono essere le referenze, che consentono di verificare la corrispondenza tra le esperienze riportate e le competenze effettive.

Cosa ti ha spinto a candidarti per questa posizione?

Questa è una delle domande più efficaci da porre durante un colloquio, perché approfondisce aspetti specifici relativi al ruolo professionale. Rivela con quanta attenzione chi si candida ha letto la descrizione della posizione e offre la possibilità di spiegare il motivo per cui ritiene di essere la persona giusta. In una risposta ben formulata, la persona elencherà le proprie competenze attuali e quelle che vorrebbe sviluppare o migliorare.

Spesso, tra le motivazioni principali emerge anche l’importanza della formazione continua come elemento chiave per la crescita professionale e l’aggiornamento delle proprie competenze.

Autoconsapevolezza e crescita: punti di forza e aree di miglioramento

Durante il colloquio può essere utile porre alcune domande per sondare il grado di autoconsapevolezza della persona candidata e i margini di crescita. Vediamo, di seguito, quali domande possono essere poste.

Quali sono i tuoi principali punti deboli?

Questa è una delle domande più comuni per un semplice motivo: può aiutare a capire molto su una persona in breve tempo. Permette di valutare la capacità di autoanalisi e le abilità di sviluppo personale. Nello specifico, ti consente di dedurre tre informazioni:

  • un eventuale conflitto tra i punti deboli e i requisiti del ruolo in questione o la capacità di ricoprirlo in modo ottimale;
  • una sufficiente consapevolezza dei propri punti deboli tale da riuscire a esporli senza esitazione;
  • l’impegno adoperato per superare i propri limiti e trasformarli in opportunità.

Quali sono i tuoi maggiori punti di forza?

Analogamente ai punti deboli, quando una persona candidata espone i propri punti di forza mostra anche il proprio livello di consapevolezza di sé e di umiltà. Questa domanda offre inoltre l’opportunità di illustrare il modo in cui le qualità rispecchiano i requisiti della posizione e di spiegare come i propri punti di forza potranno essere fondamentali per contribuire al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Domande comportamentali: valutare atteggiamento e problem solving

Per indagare in profondità atteggiamenti, reazioni sotto pressione e capacità di problem solving, è utile porre alla persona candidata domande comportamentali mirate, basate su situazioni reali. Ecco alcune tra le più efficaci.

Racconta una situazione lavorativa difficile e come l’hai superata.

Chiunque abbia affrontato una sfida lavorativa difficile sa quanto tale esperienza possa contribuire alla crescita professionale. Questa è una delle domande più importanti da porre durante un colloquio, perché offre alla persona che si è candidata l’opportunità di raccontare come ha affrontato una difficoltà e come si comporta quando è sotto pressione, permettendole di discutere della propria capacità di risolvere problemi e gestire lo stress.

Perché intendi lasciare il tuo attuale datore di lavoro?

Quando poni questa domanda, presta particolare attenzione al modo in cui la persona candidata parla del proprio impiego precedente. Si concentra sugli aspetti negativi o mostra un atteggiamento prevalentemente positivo, incentrato sulle proprie aspettative per il futuro? Una persona che mostra rispetto per l’azienda e il datore di lavoro precedenti dimostra educazione e professionalità, due caratteristiche essenziali per qualsiasi ruolo.

Racconta una situazione in cui hai dovuto affrontare un carico di lavoro elevato.

Questa è un’ottima domanda poiché rivela le capacità organizzative e di gestione del tempo della persona candidata. Allo stesso tempo, si valuta la sua attitudine a far fronte a situazioni stressanti, ad esempio in caso di un aumento del carico di lavoro. Cerca di capire a quali attività dà la precedenza, come si comporta davanti alle difficoltà e come collabora con gli altri per raggiungere un obiettivo.

Descrivi una situazione in cui hai dovuto lavorare con qualcuno che ha una personalità o uno stile di lavoro profondamente diversi dal tuo.

La collaborazione è un aspetto fondamentale di qualsiasi lavoro. Questa domanda offre alla persona candidata l’opportunità di mostrare come gestisce le relazioni, il lavoro di squadra e i conflitti. Le risposte possono rivelare la sua capacità di comunicare in modo efficace, trovare compromessi e collaborare per raggiungere obiettivi comuni. Ti aiuteranno anche a comprendere meglio la sua personalità, il suo stile di lavoro e la sua flessibilità mentale.

Domande sulla crescita professionale

Quali sono i tuoi obiettivi di carriera nel lungo termine?

Chiedendo alla persona candidata di discutere dei propri obiettivi di carriera nel lungo termine puoi farti un’idea della sua ambizione, determinazione e dedizione al lavoro. Valuta se ha aspirazioni professionali in linea con i valori, la mission e gli obiettivi della tua azienda. Questa domanda può anche rivelare quanto a lungo la persona candidata prevede di lavorare per la tua azienda. Se, ad esempio, la tua azienda non è in grado di soddisfare i suoi obiettivi professionali nel lungo termine, questa risorsa potrebbe non essere la scelta ideale.

Come intendi crescere professionalmente nel corso del prossimo anno?

Una delle domande più efficaci da rivolgere durante la selezione è legata agli obiettivi di sviluppo professionale. La persona candidata potrebbe voler migliorare un punto debole, consolidarne uno di forza o ambire all’acquisizione di una nuova competenza utile per la sua carriera. Più di ogni altra cosa, questa domanda rivela la volontà della persona esaminata di investire nella propria crescita professionale, sondando il suo desiderio di miglioramento e la capacità di aggiornarsi in autonomia.

Chi menziona obiettivi formativi precisi, corsi specialistici o progetti di sviluppo personale dimostra iniziativa, lungimiranza e senso di responsabilità.

Domande “a sorpresa” per testare creatività e pensiero critico

Vendimi questo oggetto

Nonostante questo tipo di domanda sia comunemente posta durante colloqui per posizioni relative al marketing e alla vendita, può in realtà essere applicata a qualsiasi ruolo. Infatti, serve ad analizzare reattività, spirito d’iniziativa e comunicazione persuasiva. Se fai colloqui per posizioni diverse dall’ambito delle vendite, osserva come la persona candidata reagisce sotto pressione e quali sono le sue capacità creative, di comunicazione verbale e di risoluzione dei problemi. Nel caso di ruoli commerciali, questa simulazione può darti un’idea delle sue strategie di vendita.

Quante palline da golf può contenere uno scuolabus?

Si tratta di una domanda approssimativa, che non prevede una risposta esatta. Dà piuttosto la possibilità di illustrare le proprie capacità di ragionamento logico. Presta attenzione al modo in cui la persona esaminata prova a risolvere l’enigma. Chiede chiarimenti? Scompone il problema suddividendolo in più parti? Chiedi di ragionare ad alta voce per osservare come mette in atto la propria capacità di risoluzione dei problemi.

Un colloquio di lavoro offre l’opportunità di valutare l’idoneità di una persona e la sua capacità di integrazione con il resto del personale. Queste domande ti aiutano a valutare al meglio sia le competenze sia le caratteristiche personali, due aspetti fondamentali da considerare durante le assunzioni.

Strategie per riconoscere risposte utili e sincere

Quello che si spera di ottenere durante un colloquio di lavoro sono risposte chiare, utili e sincere. Nel valutare la chiarezza e l’utilità delle risposte, i team di recruiting spesso applicano il metodo STAR: una buona risposta dovrebbe includere Situation (situazione), Task (compito), Action (azione), Result (risultato), in modo da spiegare il contesto, le decisioni prese e l’impatto concreto ottenuto. Una risposta con queste caratteristiche permette di analizzare le capacità di problem solving e di adattamento attraverso esempi reali.

Per riconoscere se una risposta è sincera, analizza attentamente:

  • il livello di dettaglio e precisione
  • la coerenza con il CV
  • l’ammissione di errori passati

Le risposte autentiche spesso includono dettagli, ammissioni di errori e lezioni apprese.

Risposte puntuali, con esempi pertinenti e realistici, indicano non solo professionalità, ma anche capacità di analisi e adattamento al contesto aziendale, caratteristiche strategiche per ogni realtà moderna.

Consigli per condurre un colloquio di lavoro

Nella pratica, esistono alcuni elementi che vengono spesso presi in considerazione per rendere il colloquio più organizzato, strutturato e coerente:

  • la presenza di una scaletta di domande predeterminate, basata sull’analisi del ruolo e delle competenze chiave;
  • un ascolto attento, senza interruzioni inutili e con un atteggiamento empatico;
  • l’adattamento delle domande al profilo specifico, tenendo conto del livello di esperienza;
  • l’osservazione dell’atteggiamento, inclusa la capacità di ascolto, la curiosità e l’apertura al dialogo.

Per scegliere le domande da porre puoi consultare gli esempi di domande e risposte che abbiamo raccolto per diverse figure professionali.

Un colloquio ben pianificato, con toni caldi ma professionali, assicura un’esperienza più chiara, coerente e costruttiva per entrambe le parti.

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