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Stili di leadership: come scegliere il più adatto

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Tempo di lettura: 12 min

Nella realtà aziendale contemporanea, gli stili di leadership non rappresentano soltanto un insieme di modelli teorici, ma incidono concretamente sulla performance, sulla motivazione e sulla fidelizzazione dei talenti. Una leadership capace di adattare il proprio approccio può trasformare la cultura di un team, migliorando la collaborazione e i risultati.

In questo articolo scopriremo quali sono i principali stili di leadership e come individuare quello più efficace per la tua azienda. Con esempi concreti e strumenti pratici, ti aiuteremo a comprendere come una leadership consapevole possa risultare davvero utile.

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Quali sono i 6 diversi stili di leadership secondo Goleman

Nel libro “Primal Leadership” (Essere Leader), scritto con Annie McKee e Richard E. Boyatzis, lo psicologo statunitense Daniel Goleman evidenzia come “la grandezza di una leadership si fonda su (…) la capacità di far leva sulle emozioni”.

Secondo Goleman, non basta la visione o la competenza: per guidare con efficacia servono l’intelligenza emotiva, la consapevolezza di sé e la capacità di autoregolazione.

Da questo paradigma nascono sei diversi stili di leadership, ciascuno con un impatto diverso sul clima aziendale e sulle relazioni interpersonali. Ecco quali sono:

  • visionario (o autorevole)
  • coaching (formatore)
  • affiliativo (armonizzatore)
  • democratico (partecipativo)
  • esigente (pacesetting/regolatore)
  • autoritario (coercitivo)

Questi sei stili rappresentano diversi atti e comportamenti che la leadership può mettere in atto per influenzare il team e raggiungere gli obiettivi organizzativi. Ma non è detto che uno stile debba dominare per sempre: Goleman sostiene che le leadership più efficaci adottano più stili in base al contesto.

Per analizzare e sviluppare la leadership, si utilizzano strumenti che consentono di valutare i comportamenti e i profili delle figure di leader, facilitando così la loro crescita personale e professionale.

Di seguito vediamo in cosa si differenziano i diversi stili di leadership, quali sono i vantaggi e gli svantaggi, e che soft skill richiedono.

1. Stile visionario

Lo stile di leadership visionario appartiene a chi ha una forte propensione nel concepire sempre nuove idee con obiettivi nel lungo periodo, e una notevole abilità persuasiva nel guidare i propri collaboratori a lavorare insieme per raggiungere questi risultati.

Una leadership visionaria è promotrice dell’innovazione e del cambiamento: stimola i collaboratori sul piano professionale, genera fiducia e costruisce una cultura di ispirazione.

Mediante la forza della sua visione, questo tipo di leader guida il cambiamento e spinge i dipendenti oltre i propri limiti. Possiede audacia e caparbietà, caratteristiche fondamentali di questo stile, oltre a una spiccata propensione al rischio. Inoltre, fa grande affidamento su alcune competenze trasversali, come una sviluppata creatività, una certa abilità nella comunicazione persuasiva, e una grande capacità nel motivare gli altri.

Vantaggi dello stile di leadership visionario:

  • Rafforza il senso di appartenenza e guida verso obiettivi condivisi.
  • Favorisce una cultura che incoraggia l’innovazione e il pensiero creativo.
  • Spinge a rivedere e a migliorare i processi aziendali obsoleti.

Svantaggi dello stile di leadership visionario:

  • Potrebbe ridurre l’efficacia nel breve periodo.
  • Sono richiesti maggiori sforzi per mantenere alta la motivazione.
  • È possibile riscontrare resistenze al cambiamento da parte di alcuni collaboratori.

2. Stile coaching

Lo stile coaching è distintivo di quella leadership che, attraverso la costante motivazione dei collaboratori, esalta i loro punti di forza e si impegna a migliorarne le eventuali debolezze. Chi decide di adottare questo approccio supporta i membri dell’azienda, fissa obiettivi di crescita graduale e offre feedback regolari per favorire la crescita professionale.

Invece di imporre direttive rigide, questa figura agisce da mentore: stimola l’autonomia, favorisce la responsabilizzazione e incoraggia il dialogo e il confronto. Per esercitare questo stile servono empatia, ascolto attivo, pazienza e una reale attenzione allo sviluppo individuale.

Vantaggi dello stile coaching:

  • Aiuta a sviluppare le competenze individuali.
  • Promuove un clima aziendale positivo e con interrelazioni più solide.
  • Favorisce una maggiore autostima e una conseguente maggiore autonomia del personale.

Svantaggi dello stile coaching:

  • È richiesta una maggiore complessità per prendere decisioni collettive.
  • È difficile da attuare in ambienti con scadenze attive serrate.
  • È inefficace in mancanza di una direzione chiara.

3. Stile affiliativo

Lo stile affiliativo predilige un approccio “people-first”: la leadership pone la qualità delle relazioni e il benessere del gruppo di lavoro al centro dell’azione. L’obiettivo è costruire un clima lavorativo armonioso, basato sulla fiducia, sul supporto reciproco e sul dialogo continuo.

In tale contesto, l’attenzione non è soltanto sui compiti da svolgere, ma anche sulle persone che li eseguono. Per applicare questo approccio servono soft skill come l’empatia, l’ascolto attivo e la diplomazia, oltre alla capacità di tessere legami positivi all’interno del gruppo.

Vantaggi della leadership affiliativa:

  • Crea una forte coesione tra i membri del team.
  • Riduce lo stress sul posto di lavoro e sostiene il benessere emotivo dei collaboratori.
  • Promuove un clima collaborativo e stimolante, che valorizza la condivisione delle idee e comportamenti di supporto reciproco.

Svantaggi della leadership affiliativa:

  • Potenziale debolezza direttiva quando è richiesto un orientamento decisionale forte.
  • Rischio di decisioni tardive o meno incisive, prese solo per evitare l’insorgere di conflitti.
  • Minore efficacia in contesti che richiedono rapidità di esecuzione, rigore negli obiettivi o contesti fortemente competitivi.

4. Stile democratico

Lo stile di leadership democratico, noto anche come “leadership partecipativa”, richiede il contributo e il feedback dei membri dell’azienda prima di prendere una decisione finale. La leadership democratica favorisce le discussioni di gruppo e fornisce aggiornamenti costanti, informazioni e proposte in fase di valutazione. Promuove, in tal modo, livelli di coinvolgimento più elevati tra il personale.

Un ambiente di lavoro in cui ognuno esprime le proprie idee è più gratificante per i lavoratori. Questo stile di leadership sostiene quindi lo sviluppo e la crescita dei vari professionisti, rendendoli partecipi dei processi decisionali dell’azienda. Le competenze trasversali indispensabili sono la propensione alla comunicazione aperta, la forte attitudine all’ascolto e la capacità di gestire opinioni diverse.

Lo stile democratico si rivela particolarmente efficace in quelle situazioni in cui è necessario valorizzare le competenze di ciascun dipendente e adattarsi al contesto specifico dell’azienda.

Vantaggi della leadership democratica:

  • Rafforza il team grazie alla partecipazione e alla responsabilità condivisa.
  • Riduce la supervisione diretta delle figure di manager, favorendo l’autonomia dei membri.
  • Aumenta l’impegno e il senso di appartenenza dei collaboratori.

Svantaggi della leadership democratica:

  • Il processo può risultare più lento e articolato.
  • È inefficace se la leadership non sa condurre la squadra di lavoro nel modo giusto e non sa sintetizzare le varie opinioni.
  • Può creare pressione sociale verso i collaboratori a cui non piace condividere le proprie idee in contesti di gruppo.

5. Stile esigente

Lo stile di leadership esigente, chiamato anche regolatore o pacesetting nel modello di Daniel Goleman, si basa su obiettivi chiari, standard elevati e risultati misurabili.

Chi adotta questa tipologia di leadership punta all’eccellenza, dà l’esempio in prima persona e si aspetta lo stesso livello di impegno da parte del team. Inoltre, sa comunicare in modo chiaro ed efficace e motiva i lavoratori attraverso sfide stimolanti.

È un approccio particolarmente efficace in contesti dinamici, in cui sono richieste rapidità decisionale, precisione e prestazioni elevate, ad esempio durante una fase di crescita aziendale o in progetti particolarmente impegnativi.

Vantaggi della leadership esigente:

  • Garantisce alti livelli di produttività e qualità del lavoro.
  • Mantiene il team concentrato sugli obiettivi.
  • Rafforza la cultura della responsabilità e dell’impegno individuale.

Svantaggi della leadership esigente:

  • Può generare stress e affaticamento, soprattutto se mantenuto a lungo.
  • Può comportare un possibile calo di rendimento se i dipendenti non si sentono coinvolti.
  • I lavoratori dipendono in modo totale dalla figura leader.

6. Stile autoritario

La leadership autoritaria si focalizza esclusivamente sui risultati e sull’efficienza del personale. Questo tipo di leadership vede il capo come una figura centrale che prende decisioni in autonomia, o coadiuvato da un ristretto gruppo di persone fidate. Inoltre, ci si aspetta che i lavoratori facciano esattamente ciò che viene loro richiesto di fare.

La leadership autoritaria sa comunicare in maniera efficace, è determinata a seguire le regole e dimostra risolutezza nel prendere decisioni. Si assume l’onere delle decisioni finali, stabilisce gli obiettivi da raggiungere e indica la strada da seguire per portare i risultati all’azienda. Ma solo persone estremamente sicure di sé e altamente motivate possono applicare questo stile di leadership con successo.

A volte, la leadership autoritaria è necessaria per rispondere in modo rapido a situazioni di crisi o a esigenze specifiche dell’azienda che richiedono una guida ferma e decisioni immediate.

Vantaggi della leadership autoritaria:

  • Garantisce decisioni rapide e nette, utili in situazioni critiche.
  • Stabilisce una catena di comando chiara, riducendo ambiguità a livello di ruoli e responsabilità.
  • Offre struttura e standard precisi, che possono migliorare l’efficienza e ridurre gli errori in team alle prime armi.

Svantaggi della leadership autoritaria:

  • Rischia di ridurre la creatività e l’innovazione del team, perché non valorizza contributi e idee altrui.
  • Può portare a un calo della motivazione o del coinvolgimento, dato che i dipendenti si sentono poco partecipi.
  • Genera dipendenza dalla figura di leader, rendendo l’azienda fragile in caso di una sua assenza o di un suo errore.

Come scegliere lo stile di leadership più adatto

Ogni stile di leadership ha vantaggi e svantaggi. Come datore di lavoro, è importante capire quale tipo di leadership è più adatto alla propria organizzazione e ai diversi team, in base al contesto, agli obiettivi e alle persone coinvolte. Per orientarsi nella scelta, considera questi tre fattori chiave:

  • Contesto operativo. Valuta se la tua azienda si trova in una fase di cambiamento, di routine, di crisi o di crescita. Teorie come quella della leadership situazionale sottolineano che lo stile deve adattarsi al compito e alla maturità del team.
  • Profilo del team. Punta l’attenzione sul livello di competenza, sulla motivazione, sull’autonomia e sulla fiducia reciproca. Uno stile ultra-direttivo può essere utile per team inesperti; uno più partecipativo quando il gruppo è maturo.
  • Obiettivi aziendali e cultura organizzativa. Valuta se serve rapidità decisionale o invece innovazione e creatività; se prevale una cultura del comando o una cultura basata sulla collaborazione. Conoscere questi elementi permette di modulare lo stile anziché restare rigidamente su uno solo.

Una semplice strategia per determinare in maniera logica lo stile di leadership migliore potrebbe essere la seguente:

  1. Sperimentare vari approcci in diverse circostanze, misurando gli indicatori chiave (per esempio, coinvolgimento, qualità del lavoro, tempi di decisione) e, in base ai risultati, adattare l’approccio.
  2. Scegliere una persona che faccia da modello o da mentore, studiarla e cercare di capire come ha sviluppato il proprio tipo di leadership.
  3. Chiedere costantemente feedback costruttivi a persone per cui si prova stima e fiducia, per capire cosa funziona e cosa no.

Oltre a questi fattori, rifletti su alcune domande chiave: quali valori guidano la tua azienda, cosa è davvero importante per te e in che modo vuoi differenziarti nella gestione dei team? Rispondere a queste domande ti aiuterà a capire quale stile di leadership sarà più efficace per guidare la tua organizzazione.

In questo articolo abbiamo esplorato i diversi stili di leadership secondo l’analisi dello psicologo Daniel Goleman. Un principio fondamentale emerge chiaramente: la leadership efficace passa dalla capacità di comprendere le emozioni proprie e altrui, influenzandole in modo positivo. Ma non basta: per guidare gli altri è essenziale conoscere profondamente sé stessi.

Competenze trasversali come empatia, comunicazione chiara, ascolto attivo e capacità decisionale, sia nelle scelte quotidiane sia in situazioni di crisi, sono indicatori preziosi per capire quale stile di leadership sia più adatto a ciascuna realtà aziendale.

Essere leader significa guidare le persone verso obiettivi comuni, valorizzandole sia sul piano professionale che personale. Significa anche avere piena consapevolezza dell’impatto delle proprie scelte, perché queste ricadono prima sulle persone e poi sui risultati.

Per tradurre questi principi in pratica, identifica lo stile di leadership primario della tua azienda, affiancalo a uno o due stili di supporto, definisci criteri chiari per misurare l’efficacia e pianifica momenti di riflessione periodica. In questo modo la leadership diventa un vero motore di crescita condivisa per l’intera organizzazione.

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Domande frequenti sui diversi tipi di leadership

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