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Modello di Kotter: gli 8 step del cambiamento

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Tempo di lettura: 8 min

Il modello di Kotter è tra i metodi più efficaci per affrontare il cambiamento organizzativo. Basato su otto step chiari e sequenziali, aiuta la leadership a creare urgenza, coinvolgere il personale e consolidare nuovi comportamenti.

In questo articolo vedremo come funziona il modello di Kotter e come applicarlo concretamente per favorire una trasformazione aziendale duratura e coinvolgere il team attivamente.

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Che cos’è il modello di Kotter

Sviluppato da John P. Kotter, professore alla Harvard Business School, il modello di Kotter è un approccio di change management pensato per accompagnare le organizzazioni nelle procedure di trasformazione.

Presentato nel libro “Leading Change” (1996), di cui Kotter è autore, il modello sintetizza le fasi chiave che caratterizzano i cambiamenti di successo.

Lo scopo del saggio è fornire alla leadership una mappa operativa per costruire consenso, eliminare gli ostacoli e trasformare le nuove abitudini in cultura aziendale.

Grazie agli otto step del modello, gli ostacoli possono essere previsti e superati, aumentando le probabilità di successo del mutamento.

Come guidare il cambiamento in 8 passaggi

Di seguito vediamo nel dettaglio gli otto passaggi che compongono il modello di Kotter, ognuno dei quali gioca un ruolo chiave nel guidare il cambiamento, motivare il team e garantire risultati duraturi.

1. Creare un senso di urgenza

Ogni trasformazione inizia dalla consapevolezza. Perché le persone si muovano, devono comprendere il senso di urgenza del cambiamento e le possibili ripercussioni in caso di mancata attuazione. Solo se il personale è convinto della necessità di cambiamento, sarà disposto a sostenerlo e a prendervi parte attivamente.

Per creare un senso di urgenza, Kotter suggerisce di:

  • Condividere informazioni reali basate sui dati che mostrino come sia fondamentale attuare un cambiamento.
  • Fare esempi pratici delle problematiche e dei rischi associati a un mancato cambiamento.
  • Coinvolgere i dipendenti nell’analisi della situazione e nell’identificazione dei problemi da risolvere.
  • Impiegare una comunicazione aperta che incoraggi il confronto ed eviti i conflitti in modo che tutti possano esprimere le proprie preoccupazioni e i rispettivi punti di vista.

L’obiettivo è far percepire chiaramente la necessità del cambiamento, mostrando perché è utile e merita l’impegno di tutti.

2. Costruire un team di leadership

Il secondo punto prevede la selezione di un gruppo di persone influenti all’interno dell’azienda, in grado di sostenere e guidare il processo di trasformazione. Competenze trasversali, qualifiche, conoscenze tecniche, capacità di leadership e reputazione sono alcuni degli elementi chiave di cui devono essere in possesso.

Per costruire un team di leadership, Kotter suggerisce di:

  • Individuare le persone chiave in possesso delle giuste competenze e di una buona credibilità.
  • Coinvolgere queste persone fin dalle prime fasi del processo.
  • Condividere con loro la visione e i progetti da realizzare.
  • Ascoltare i loro consigli e le loro preoccupazioni, tenendone conto nel processo decisionale.
  • Offrire loro tutto il supporto e le risorse di cui hanno bisogno.

La squadra può essere più o meno numerosa, in base all’entità del cambiamento: non esiste un’indicazione precisa sul numero ideale di collaboratori. Tuttavia, sarebbe preferibile includere rappresentanti delle diverse aree aziendali, con competenze e capacità diverse fra loro, in grado di collaborare in modo coeso ed efficiente.

Oltre a sviluppare un piano per implementare il cambiamento, questo gruppo dovrà comunicare la visione a tutti i membri dell’azienda, eliminare gli ostacoli sul percorso e celebrare i successi per mantenere elevato il livello di coinvolgimento.

3. Sviluppare visione e strategia

L’obiettivo di questa fase è definire una prospettiva comune per la missione e un piano efficace per realizzarla, dando un’idea del risultato finale per incoraggiare i membri dell’azienda a impegnarsi per il cambiamento. La meta finale dovrebbe essere rappresentata da obiettivi realistici, raggiungibili e facili da misurare.

A questo scopo, Kotter suggerisce di:

  • Coinvolgere il team di leadership nel metodo di creazione della visione e della strategia.
  • Raccogliere idee e suggerimenti del personale dell’azienda.
  • Analizzare in modo approfondito le capacità dell’azienda e, se necessario, la concorrenza.
  • Delineare diverse opzioni di strategia valutandone pro e contro.
  • Scegliere la strategia che meglio si allinea alla visione e alle capacità dell’azienda.

Visione e strategia dovranno essere regolarmente aggiornate per rispondere al meglio alle situazioni del momento.

4. Comunicare la visione del cambiamento

L’obiettivo della quarta fase del modello di Kotter è comunicare la visione e la strategia ai lavoratori, nonché ai diversi manager, per motivarli ad accettare e sostenere l’iniziativa di cambiamento, dimostrandone i vantaggi a tutti i livelli.

Ecco come poter attuare questo passaggio:

  • Usare tutti i possibili canali e le opportunità per comunicare visione e strategia.
  • Adattare il messaggio al pubblico a cui si rivolge.
  • Ripetere il messaggio in modo frequente per rinforzarne l’importanza.
  • Chiedere ai collaboratori se hanno domande o opinioni.
  • Celebrare i successi.

Comunicando visione e strategia in modo efficace è possibile creare un senso di condivisione con i dipendenti, stimolando il loro impegno e aumentando così le possibilità di successo del cambiamento.

5. Rimuovere gli ostacoli

Il concetto su cui si basa questo punto è semplice: identificare gli scogli lungo il percorso ed eliminarli. Kotter individua tre tipi di ostacoli: quelli individuali (come paure, carenze di competenze, scarsa motivazione o preoccupazioni), quelli strutturali (come regolamenti aziendali complessi, documentazione mancante o dispositivi obsoleti) e quelli culturali (come sfiducia nella leadership o mancanza di comunicazione).

Per rimuovere gli ostacoli, Kotter suggerisce di:

  • Identificare gli ostacoli facendo un’analisi approfondita.
  • Ordinare gli ostacoli per priorità in base al loro impatto sul cambiamento.
  • Pianificare una strategia per rimuovere ogni singolo problema.
  • Coinvolgere le persone che sono direttamente interessate dagli ostacoli.
  • Comunicare il piano di rimozione delle varie difficoltà a tutti i membri dell’azienda.
  • Fornire supporto e risorse alle persone colpite direttamente dagli ostacoli.

Oltre agli impedimenti attuali, è importante cercare di prevedere quelli futuri e pianificare come poterli superare. È quindi necessario adottare una mentalità flessibile, perché ci si potrebbe imbattere in sfide impreviste in qualsiasi momento.

6. Creare vittorie a breve termine

È importante stabilire obiettivi a breve termine fin dall’inizio del percorso di trasformazione, per evitare di lavorare per un lungo periodo senza ottenere risultati concreti e tangibili. Questi obiettivi, inoltre, possono essere raggiunti facilmente e celebrati con i dipendenti, spronandoli a continuare a sostenere questa evoluzione.

Per raggiungere questo obiettivo, Kotter suggerisce di:

  • Identificare obiettivi a breve termine facili da realizzare e misurare.
  • Concentrarsi su risultati con un forte impatto sul cambiamento.
  • Coinvolgere il personale nel processo di definizione degli obiettivi.
  • Offrire tutto il supporto e le risorse necessarie a raggiungere gli obiettivi.
  • Celebrare i successi raggiunti in modo visibile e riconoscibile.

Permettere ai dipendenti di raggiungere piccole vittorie è fondamentale: dimostra che il cambiamento funziona e, oltre a rafforzare morale e motivazione, incoraggia a puntare a obiettivi sempre più ambiziosi. Dopo tanti piccoli obiettivi conquistati, affrontare una sfida più grande diventa stimolante, invece di risultare scoraggiante o noioso.

7. Consolidare i successi

In questo step bisogna mantenere vivo lo slancio. È necessario controllare che i dipendenti stiano dando il massimo per raggiungere la visione, e monitorare i progressi.

Per consolidare i successi in modo efficace, Kotter suggerisce di:

  • Stabilire successi e fallimenti dopo ogni traguardo per capire cosa può essere migliorato.
  • Riconoscere e premiare i dipendenti che contribuiscono attivamente al processo di trasformazione.
  • Comunicare regolarmente i progressi fatti.
  • Affrontare eventuali resistenze al mutamento in modo costruttivo e immediato.
  • Risolvere le sfide con spirito di adattabilità e flessibilità.
  • Identificare ed eliminare procedure non necessarie.

Questo è uno step critico perché permette di assicurarsi che il cambiamento non si arresti e che l’azienda sia in grado di adattarsi alle sfide future.

8. Integrare il cambiamento nella cultura aziendale

Nell’ultima fase del modello di Kotter il cambiamento deve essere consolidato nella cultura aziendale. Si tratta di incorporare i nuovi modi di lavorare nei sistemi e nei processi aziendali, in modo che siano utilizzati anche in futuro. È fondamentale trasformare le nuove pratiche in abitudini operative consolidate, così da garantire la sostenibilità del cambiamento nel tempo.

Per poterlo fare, Kotter suggerisce di:

  • Aggiornare i sistemi e i processi aziendali per riflettere i nuovi modi di lavorare.
  • Assicurarsi che i nuovi modi di lavorare siano utilizzati nei processi di valutazione e ricompensa.
  • Assistere i dipendenti per aiutarli ad adattarsi ai nuovi modi di lavorare.
  • Celebrare i successi riconoscendo il merito dei dipendenti che stanno contribuendo attivamente al cambiamento.
  • Comunicare con regolarità i progressi e i traguardi del cambiamento.

Integrare il cambiamento nella cultura aziendale può essere un processo impegnativo, ma è fondamentale per il successo a lungo termine del cambiamento.

In questo articolo abbiamo visto come il modello di Kotter sia un approccio strutturato che permette ad organizzazioni di ogni dimensione e operanti in qualsiasi settore di introdurre piccoli o grandi cambiamenti di successo. La guida in otto step assicura che il cambiamento sia compreso, sostenuto e adottato da tutti i dipendenti.

Oltre al modello di Kotter, esistono anche altri modelli di change management, come il modello ADKAR, che possono aiutare qualsiasi leader del cambiamento ad affrontare resistenze e ostacoli, portando benefici sia all’azienda che ai singoli dipendenti.

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Domande frequenti sul modello di Kotter

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